Energie Rinnovabili

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Abbiamo sempre pensato al futuro e soprattutto alle generazioni future, ecco perché oggi è importante rispettare le risorse naturali o meglio cercare fonti alternative che non vadano a pregiudicarle. Per fare questo ci siamo specializzati nell’installazione di impianti ad energie rinnovabili che permetteranno di salvaguardare l’ambiente e ridurre le spese di gestione.

Geotermia:


Quando parliamo di energia geotermica, ci riferiamo a quell’ energia che utilizza le sorgenti di calore che provengono dalle zone più interne della Terra. L’energia geotermica è legata a quei territori dove vi sono importanti fenomeni geotermici, in queste zone il calore che si propaga fino alle rocce prossime alla superficie, può essere utilizzato per il riscaldamento sia per usi residenziali che per usi industriali.

Geotermia a Bassa Temperatura
L’energia geotermica a bassa temperatura/entalpia, è utilizzata per far funzionare le pompe di calore a sonda geotermica, con questa geotermia, qualsiasi edificio, in qualsiasi luogo della terra, può riscaldarsi o raffrescarsi. Le pompe di calore a sonda geotermica sono dei sistemi elettrici di riscaldamento (e raffrescamento) che traggono vantaggio dalla temperatura relativamente costante del suolo durante tutto l’arco dell’anno.

Le sonde geotermiche sono degli scambiatori di calore (dei tubi) interrati verticalmente oppure orizzontalmente, nei quali circola un fluido termo-conduttore. Durante l’inverno l’ambiente viene riscaldato trasferendo energia dal terreno all’abitazione, mentre durante l’estate il sistema s’inverte estraendo calore dall’ambiente domestico e trasferendolo al terreno.

Maggiori Informazioni

Come si scambia il calore del sottosuolo?

Attraverso l’immissione nel terreno di una sonda geotermica (denominata SGV) realizzata in materiale plastico e inserita in un pozzo di pochi centimetri a profondità variabile dai 70 ai 150 metri, scavato accanto all’abitazione, invisibile dopo la costruzione, il tutto anche nello spazio contenuto di un giardino o di un cortiletto. Il sistema è applicabile, in qualsiasi tipo di sottosuolo. Si possono realizzare impianti dappertutto, in montagna, in pianura, al mare, in città, in campagna, proprio perché la temperatura del sottosuolo è ovunque costante e sfruttabile per tutto l’arco dell’anno.

La tecnica di scambiare calore con l’ausilio di una sonda geotermica è ben conosciuta e sfruttata in tutta Europa e negli Stati Uniti da oltre trent’anni. Durante l’inverno il terreno ha una temperatura mediamente superiore a quella esterna. Il fluido glicolato contenuto nelle sonde geotermiche, scendendo in profondità, sottrae energia gratuita dal terreno, ritorna in superficie ad una temperatura leggermente più alta e viene utilizzato nel ciclo termodinamico della pompa di calore geotermica.

La pompa di calore abbinata ad una sonda geotermica verticale permette di raggiungere, a costi estremamente vantaggiosi, temperature di acqua tecnica di 35÷40 °C per alimentare l’impianto di riscaldamento a bassa temperatura e una temperatura di circa 55÷60 °C per la produzione di acqua calda sanitaria. Come detto, questa tecnologia è particolarmente conveniente in un impianto di distribuzione con pannelli radianti o ventilconvettori, quindi nel caso di nuove costruzioni o ristrutturazioni degli impianti tecnologici.

E’ importante ricordare che la legge impone nelle nuove concessioni l’utilizzo di energie rinnovabili in una percentuale sempre più importante negli anni.

Scegliere un sistema a pompa di calore abbinato a sonda geotermica verticale, significa preferire un’installazione pulita, con impianti molto efficienti dal punto di vista del comfort ambientale e che non producono emissioni di CO2 e di gas ad effetto serra nell’atmosfera. Con l’impianto geotermico è drasticamente ridotto anche l’inquinamento dell’ambiente domestico: niente fumi o residui di gas incombusti pericolosi come il monossido di carbonio. L’assenza di combustioni annulla i rischi di scoppio derivanti dalle perdite da condotte di distribuzione del gas o da serbatoi interrati (gpl o gasolio).

L’impianto a pompa di calore geotermica, se correttamente dimensionato, è completamente autonomo ed è in grado di soddisfare al 100% le richieste dell’edificio. Tutto senza necessità di revisioni annuali o controllo dei fumi .

Gli impianti a pompa di calore geotermica sono adattabili a qualsiasi tipo di edificio: abitazioni civili, uffici, edifici commerciali, hotel, scuole, piscine, capannoni, ecc., e si integrano facilmente con le altre energie rinnovabili (solare termico, fotovoltaico, biomasse).

Convenienza economica

A confronto con una pompa di calore aria-acqua, la discriminante fondamentale è il clima locale: l’umidità e le temperature sono le variabili che mettono in crisi lo scambio con l’aria. Zone nebbiose e umide, anche se non molto fredde, provocano molta brina sugli scambiatori e i cicli di sbrinamento sprecano molta energia. Allo stesso modo temperature rigide o elevate rendono inefficiente lo scambio con l’aria. Con temperature prossime allo zero le pompe ad aria funzionano lo stesso, ma il loro rendimento precipita. Invece, la sonda geotermica verticale scambia con il terreno in profondità, che rimane sempre a temperatura costante e molto vicina a quella che ci serve per il comfort.

Solare Termico:


Sono impianti molto diffusi, maggiormente li installiamo sui tetti degli edifici. Tali impianti sono in grado di trasformare l’energia irradiata dal sole in energia termica, come calore per la produzione di acqua calda sanitaria, per il riscaldamento o per rendere climaticamente gli ambienti più freschi. Questi impianti ad energie rinnovabili vengono utilizzati anche per scaldare le piscine o per i processi industriali. La tecnologia solare termica, è testata e affidabile, normalmente questi impianti hanno una vita media di oltre 20 anni e sarà possibile recuperare l’investimento in tempi molto brevi.

Come funziona un impianto solare termico?

L’impianto è composto da pannelli solari all’interno dei quali è presente una serpentina in cui scorre il fluido termo-vettore, una miscela di acqua e glicole antigelo che, grazie all’azione termica del sole, tende a scaldarsi; il calore raccolto verrà poi ceduto all’acqua sanitaria contenuta in un serbatoio specifico in modo diverso a seconda della tipologia impiantistica.

Il calore accumulato dai pannelli, viene poi ceduto mediante uno scambiatore all’acqua sanitaria contenuta in un serbatoio e distribuita alle varie utenze.

Perché installare un impianto solare termico?

L’energia termica prodotta con un impianto solare termico può essere utilizzata per:

1) la produzione di acqua calda sanitaria ;

2) il riscaldamento degli ambienti, l’impianto di riscaldamento degli ambienti che meglio si sposa con il sistema solare termico è quello a bassa temperatura, tipo pannelli radianti a pavimento, a parete e a soffitto. Tale sistema richiede, infatti, acqua a bassa temperatura (28-38 °C), cosa che permette di sfruttare al meglio i pannelli solari, e di utilizzare generatori di calore a basso consumo, quali pompe di calore e caldaie a condensazione);

3) il riscaldamento delle piscine;

4) rendere climaticamente freschi gli ambienti (solar cooling);

5) la produzione di calore e freddo, per i processi industriali (settori alimentare, tessile, cartario, etc.).

Questi impianti posso essere installati per usi residenziali mono e bi-familiari, alle utenze collettive quali , condomini, centri sportivi, ospedali, alberghi, alle utenze industriali, fino al riscaldamento di interi quartieri (teleriscaldamento).

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Tipi di impianti:

Sono gli impianti che sfruttano il principio naturale secondo cui un fluido più caldo tende a spostarsi verso l’alto, mentre un fluido più freddo tende a scendere verso il basso. In questo caso il serbatoio di accumulo termico è posto al di sopra del pannello, sul tetto,oppure nel sottotetto. Il fluido termo-vettore, una volta riscaldato dalla radiazione solare, sale direttamente nel serbatoio e trasferisce il suo calore all’acqua in esso contenuta. Una volta che il fluido termo-vettore si è raffreddato e quindi ha trasferito tutto il suo calore all’acqua del serbatoio) scende di nuovo nel pannello e ricomincia il ciclo. Questa tecnologia necessita semplicemente dei collettori solari, di un serbatoio/scambiatore, della raccorderia e di una struttura di fissaggio. Le superfici e le dimensioni variano a seconda delle esigenze termiche. Gli impianti solare termici a circolazione naturale hanno i vantaggi degli impianti semplici: un funzionamento senza pompa elettrica e centraline, una installazione rapida, una bassa necessità di manutenzione. Per impianti di dimensioni contenute e in località dal clima non particolarmente rigido, la soluzione della circolazione naturale risulta interessante per semplicità, compattezza e costi contenuti.

Si tratta di quei sistemi in cui si rende necessario, per la regolazione del flusso, l’inserimento di un sistema automatico. La circolazione forzata si rende necessaria in tutti quei casi in cui, per qualsiasi motivo, non sia possibile collocare il serbatoio in posizione sopraelevata rispetto al collettore. In questo tipo di impianti la presenza di una pompa elettrica permette la circolazione del fluido termo-vettore dai collettori più in alto, al serbatoio più in basso.

Solare Fotovoltaico:


Questa tecnologia, converte l’irradiazione solare in energia elettrica, grazie a pannelli fotovoltaici composti da celle solari dette anche celle fotovoltaiche che permettono di produrre energia elettrica dal sole.
I pannelli fotovoltaici consentono di produrre energia elettrica dal sole e vengono installati sui tetti delle case o in luoghi in cui vi sia una buona esposizione al sole.
Le celle solari che si trovano all’interno dei pannelli fotovoltaici, sono disposte in moduli e collegate fra di loro in serie o in parallelo e sono in grado di intrappolare il calore del sole e trasformarlo in energia utilizzabile. Queste celle solari, trasformano i fotoni (gli “atomi” di luce) in volt, quindi energia elettrica.

Questa trasformazione di energia prende il nome di effetto fotovoltaico.

Un impianto solare fotovoltaico, per produrre elettricità è composto da quattro elementi fondamentali quali:

 

  • I pannelli fotovoltaici :
    Costituiti da celle in grado di produrre elettricità se colpite dalla luce solare. Generalmente le celle sono costituite da un elemento semiconduttore, quale il silicio. Con l’effetto fotovoltaico, i fotoni, colpiscono la superficie del silicio, liberano gli atomi di conduzione che generano un flusso corrente elettrica continua.
  • Inverter:
    Una volta che le celle solari saranno colpite dai raggi solari, queste produrranno energia elettrica a bassa tensione di tipo continuo.
    Nelle nostre case, utilizziamo corrente alternata a 220 volt. quindi l’inverter è uno strumento che servirà a convertire l’energia prodotta dal pannello, in energia utilizzabile dai nostri sistemi elettrici. L’inverter concepito per i pannelli fotovoltaici consente, inoltre, di trarre la massima potenza disponibile in qualsiasi condizione meteorologica.
  • Batterie:
    Quando un impianto fotovoltaico prevede il versamento dell’energia prodotta nella rete elettrica, stiamo parlando di un impianto “grid-connected” questo, non necessita di immagazzinare l’energia e quindi di batterie per l’accumulo.
    Nel caso in cui l’impianto è progettato per essere staccato dalla rete e parliamo di un impianto di tipo stand alone, questo avrà bisogno di accumulare l’energia raccolta durante le ore diurne, per poterla utilizzare durante la sera o il mattino presto, quando ancora il pannello non sarà in grado di fornire l’energia necessaria e proprio in queste caso, entreranno in funzione le batterie d’accumulo.
  • Conatore:
    La presenza di un contatore solo nel caso in cui l’energia elettrica prodotta dal pannello verà inserita nella rete elettrica del gestore.
    Per essere più precisi i contatori saranno due:

1) un contatore servirà a calcolare i consumi effettuati dall’utente;

2) un contatore calcolerà l’energia prodotta dal pannello fotovoltaico e inserita nella rete.

Tale impostazione, ci permetterà di avere sempre sottocontrollo la quantità di energia consumata dall’utenza e quella prodotta.

Al gestore di energia verrà corrisposta solo la differenza fra l’energia consumata e quella prodotta, con la possibilità di ricevere un ritorno in economico in termini di denaro se la corrente prodotta è maggiore di quella consumata.
La presenza dei contatori e esclude automaticamente le batterie, questo tipo di impianto, risulterà più proficuo ed economico in quanto elimina totalmente il costo delle batterie per l’immagazzinamento dell’energia prodotta dal pannelli fotovoltaici.

Il costante sviluppo e la ricerca, sta rendendo sempre più efficiente il rendimento degli impianti che vengono utilizzati sia per i privati che per le aziende, edifici pubblici. Dal 2005 in Italia è previsto il “Conto Energia”: un sistema di incentivazione che premia l’energia, il kWh, prodotta da impianti fotovoltaici con prezzi incentivanti.

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Biomasse:


Utilizzare una biomassa ai fini energetici, vuol dire utilizzare quei materiali organici come combustibili o trasformati in combustibili liquidi o gassosi, negli impianti di conversione.
Quando parliamo di biomassa più concretamente, parliamo di qualcosa che riunisce materiali di natura diversa, dai residui forestali agli scarti dell’industria di trasformazione del legno o delle aziende zootecniche.

In generale si possono definire biomasse tutti i materiali di origine organica provenienti da reazioni fotosintetiche, (il processo che permette alle piante di convertire l’anidride carbonica in materia organica sfruttando l’energia solare).
Installiamo impianti con moderne caldaie a biomassa che rappresentano una soluzione ecologica e conveniente in alternativa o che vadano ad integrare i tradizionali impianti di riscaldamento.
I nostri impianti a biomasse, sono automatici e sono caratterizzati da dispositivi di regolazione e sicurezza in grado di garantire un funzionamento sicuro, affidabile e soprattutto efficiente.

Maggiori Informazioni

Cogenerazione:


La cogenerazione è un sistema efficiente per produrre in maniera combinata elettricità e calore da un unico impianto.
La cogenerazione viene spesso identificata dalla sigla inglese CHP, acronimo di Combined Heating and Power.
Di norma, l’energia elettrica e l’energia termica che utilizziamo quotidianamente, sono prodotte in maniera separata: l’elettricità proviene in buona parte dalle grandi centrali termoelettriche, mentre le caldaie convenzionali sono destinate alla produzione di calore.
Il valore aggiunto di un sistema cogenerativo consiste nella possibilità di produrre elettricità e allo stesso tempo recuperare quel calore che di solito rimane inutilizzato e viene disperso in atmosfera.

La configurazione più comune di un cogeneratore prevede l’integrazione tra un motore, collegato a un generatore elettrico, e un sistema di recupero del calore.
In altri termini, un cogeneratore può essere visto come un gruppo elettrogeno che, invece di produrre soltanto energia elettrica, recupera anche il calore generato, innalzando così il rendimento complessivo.
Rispetto alle grandi centrali elettriche la cogenerazione ha natura distribuita e si realizza mediante impianti di dimensioni più ridotte; impianti, cioè, per la produzione modulabile di energia elettrica e calore (acqua calda, vapore, etc..) in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di Comuni, Cenrti sportivi, Strutture turistiche, Industrie, Ospedali, Centri commerciali.

Efficienza Energetica
In termini di efficienza, un impianto di cogenerazione presenta rendimenti medi complessivi intorno all’80-90%.
Rispetto alla produzione separata di calore ed elettricità, l’aumento di efficienza è di circa il 30-40%.
La cogenerazione, quindi, assicura in questo caso un risparmio di combustibile pari al 28% rispetto alla produzione separata di energia termica ed elettrica.

Le perdite, in caso di produzione separata, sono imputabili soprattutto agli impianti tradizionali di produzione di energia elettrica, in cui mediamente quasi la metà dell’energia contenuta nel combustibile in entrata se ne va dal camino (quando viene prodotta) e dai fili di rame (quando viene trasportata) sotto forma di calore.

Lo schema riprodotto qui sotto rappresenta un esempio realistico dei possibili vantaggi energetici della cogenerazione. Partendo da 100 unità di energia primaria, cioè di combustibile, un impianto cogenerativo può ricavarne 35 di elettricità (in giallo) e 50 di calore utile (in arancione), mentre le perdite (in rosso) sono di 15 unità.

Efficienza Energetica Foto

Come funziona un impianto di cogenerazione?

L’immissione dell’energia elettrica, erogata dall’alternatore, avviene mediante un’apposita apparecchiatura (quadro di parallelo) fornita con la macchina, che regola la tensione e la frequenza della corrente prodotta, in modo da evitare disturbi alla rete. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, l’impianto rispetta le condizioni più rigorose essendo garantito il mantenimento del valore delle emissioni stesse entro i valori minimi previsti dalle normative europee più restrittive. Le basse emissioni dei gas inquinanti prodotte dai gruppi di cogenerazione sono dovute tipicamente al sistema a combustione magra del motore e all’installazione di un efficace sistema di catalizzazione. Mediamente un impianto di cogenerazione alimentato a metano permette, per ogni kWh prodotto, un risparmio di anidride carbonica pari a 450
grammi, se confrontato con la produzione separata di energia elettrica (centrale termoelettrica) ed energia termica (caldaia convenzionale). Dal punto di vista elettrico, l’impianto funziona in parallelo alla rete, in accordo alle prescrizioni vigenti, e può essere dotato di generatore elettrico di tipo asincrono o sincrono; quest’ultimo è in grado di operare come generatore di emergenza, ossia di fornire energia elettrica in caso di mancanza di rete.

Vantaggi di un impianto di cogenerazione

  • Riduzione costi energia elettrica
  • Copertura fabbisogno termico
  • Pay-back a breve
  • Basso impatto ambientale
  • Risparmio energetico
  • Alto rendimento
  • Incentivi economici statali
  • Titoli di efficienza energetica (TEE) – certificati bianchi/verdi

Scambio sul posto e ritiro dedicato dell’energia elettrica

Un’ interfaccia tra il cogeneratore e la rete elettrica, è una scelta quasi obbligata: infatti la connessione alla rete consente di vendere o scambiare elettricità, eliminando così gli sprechi di energia e abbreviando il tempo di ritorno dell’investimento.

Tutti gli impianti di cogenerazione “ad alto rendimento”, di potenza elettrica fino a 200 kW, possono usufruire del servizio di Scambio sul posto.

Gli impianti di potenza superiore a 200 kW possono comunque vendere elettricità alla rete, alle condizioni vantaggiose previste dal regime di Ritiro dedicato.